di Francesca Mugnai

Quando gli adolescenti si allontanano dal display e si ritrovano nel verde, accade qualcosa che nessuna App puC2 replicare: si aprono, si ascoltano, si misurano con sC) stessi e con gli altri. In natura, ritrovano il senso del gruppo, senza like, senza voti scolastici, ma con tanta vita vera. Insomma ci si incontra dal vero, guardandosi negli occhi e stando vicino.
Sempre piC9 progetti educativi e terapeutici stanno riscoprendo lbimportanza di portare i ragazzi fuori dalle aule, lontano dagli schermi e dentro i boschi. Non C( solo una moda bgreenb: la psicologia e la clinica confermano quanto lbambiente naturale sia uno spazio potente per la crescita emotiva, relazionale e identitaria degli adolescenti. Oramai si parla di terapia outdoor e numerose sono le esperienze cliniche e le evidenze di questo approccio, che vedono uomo e animale in un colloquio profondo e rispettoso.

La natura come spazio neutro e cooperativo

Nel mio lavoro con i gruppi di adolescenti, con passeggiate di gruppi immersi nella natura, noto una trasformazione quasi immediata quando ci si sposta allbaperto. Si offre un contesto neutro, non giudicante, dove le aspettative sociali e scolastiche si attenuano. Davvero si pensa all’adesso.
In una passeggiata nel bosco, per esempio, il gruppo si confronta con elementi imprevisti e inattesi. La stessa esperienza puC2 essere vissuta come avventura, come una corsa a ostacoli, come una sfida o come superamento di una paura. Lbesperienza personale diventa condivisa e il gruppo diventa sostegno.

La forza della condivisione

Nei gruppi in natura, anche quando composti da persone che non si conoscono, la condivisione di unbesperienza concreta, non mediata da schermi, diventa occasione per legami autentici. Si ride insieme, ci si aiuta, si imparano i ritmi dellbaltro e ci si regola di conseguenza. E ci si sente parte di un gruppo, elemento fondamentale nellbadolescenza.
Questo tipo di interazione, piC9 spontanea e meno strutturata, stimola competenze fondamentali per la vita: lbempatia, la cooperazione, la comunicazione non verbale, la capacitC di prendersi cura dellbaltro.

La metrica emotiva della natura

Odori, suoni, colori, il rumore delle foglie sotto i piedi, sono tutti stimoli che aiutano a ricalibrare la percezione, sia di sC) che dellbambiente.
In questo modo la natura diventa anche uno spazio di autoascolto e introspezione. I ragazzi imparano a riconoscere emozioni, a nominare ciC2 che provano e a misurarsi con limiti e risorse personali.
Vengono portati a misurare se stessi in maniera diversa, reale, concreta, verificabile. Sono portati a una metrica emotiva rispetto a sC), agli altri e alla natura.
Portare gli adolescenti nella natura C( restituire loro la possibilitC di stare insieme in modo vero. PerchC) C( un luogo dove ognuno trova il suo passo e lo coordina col gruppo, con gli altri. Ognuno al suo passo.

 


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