Il cane ha un ruolo decisivo B nella gestione e nel superamento del dolore.Studi e pratica lo dimostrano ormai da tempo (Mugnai, 2017).

Ma perchC) ha questa funzione riparativaB e contenitiva nei confronti del dolore non solo fisico, ma soprattutto psicologico?
Per tanti motivi.

In primis perchC) la relazione guidata con un cane in un setting protetto distrae e protegge, permettendoB di trasferire lbattenzione dal proprio malessere a una diversitC ricca di stimoli, come quelli portati dalla presenza animale, di contenere lbansia di un momento particolarmente difficile, di concentrarsi su baltrob con conseguenti riflessi positivi sullbumore, sulla riduzione della paura, sul recupero psicofisico.
Eb efficace perchC) crea e costruisce una comunicazione diversa, immediata e senza filtri operando su meccanismi emotivi che si producono e si sviluppano allbinterno della relazione stessa, con relativi cambiamenti psicologici e neuro-endocrinologici.
Funziona perchC) la presenza di un animale, rompendo le barriere relazionali, permette di depotenziare le B situazioni di blocco emotivo, favorendo lbautostima B e lbautocontrollo e fornendo uno stimolo multidimensionale per il raggiungimento dellbequilibrio e di autoregolazione emotiva.
Funziona semplicemente perchC) con la sua presenza alleggerisce un sistema, pesante preoccupante ansiogeno. Lo abbiamo visto nella pandemia: il prendersi cura di un cane, ha permesso a tanti di superare un lungo periodo di solitudine e di paura, di tornare alla normalitC anche solo per qualche minuto. Di coltivare la cura delle piccole cose.
Funziona perchC) come ormai C( dimostrato che B la relazione con lbanimale stimola lbossitocina, ossia lbormone dellbattaccamento, migliora i livelli di cortisolo, ha effetti benefici sulla pressione arteriosa, riduce stress e ansia. Lbistinto alla cura reciproca che si crea tra uomo e animale, stimola poi una reazione diversa; il bce la devo fare anche per luib.
Avremmo tanti casi di cui parlare in termini di benefici neuropsichiatrici nellbincontro con un animale mediato da un operatore di interventi assistiti: ne abbiamo affrontati tanti in ospedale, in fattoria, nei centri di cura.

Ma ci sono dei momenti in cui non funziona, in cui il rapporto con lbanimale non porta benefici in termini di riduzione del dolore. Lo abbiamo detto spesso: lbanimale non C( una panacea a tutti i mali, neanche in quelli psicologici e neuropsichiatrici.B Non lo C( quando non si vuole la relazione. E non puC2 esistere forzatura, sarebbe solo dannosa. Provarci non significa riuscirci. Insistere significa non arrendersi alla volontC di non volere comunicare.

Ma quando questa bvoglia di relazioneb esiste, allora sC, che ci possiamo affidare al nostro rapporto con lbanimale che puC2 diventare fondamentale nella gestione e mitigazione del dolore, creando senso di sicurezza come un grande, meraviglioso contenitore emotivo.

Bibliografia

Mugnai F(2017). Gli Interventi assistiti con gli animali nellbarea pediatrica. Milano: Franco Angeli.

Reed R., Ferrer L., Villegas N. Natural healers: a review of animal assisted therapy and activities as complementary treatment for chronic conditions. Rev Lat Am Enfermagem 2012 May-Jun;20(3):612-618.

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